A Palazzo Merulana e alle Case Romane del Celio a Roma, in Abruzzo con la Collezione Permanente del MUNDA a L’Aquila e in Umbria, a Foligno, con “Lucy. Sogno di un’evoluzione”
A Palazzo Merulana “Senza Cornice” di Giorgio Ortona
con i contributi critici di Maria Grazia Calandrone, Plinio Perilli e Claudio Strinati
con i contributi critici di Maria Grazia Calandrone, Plinio Perilli e Claudio Strinati
L’esposizione propone una antologica in cui Ortona, architetto di formazione, con il suo linguaggio pittorico, preciso e sospeso allo stesso tempo, indaga la realtà attraverso scorci urbani, interni quotidiani e frammenti di città – in particolare della città di Roma – svuotati di presenza umana, ma carichi di una intensa e silenziosa densità emotiva.
Artista dalla visione internazionale, allievo di Antonio López García e del suo realismo, Ortona sviluppa una pittura realista attraversata da una spinta verso l’astrazione. Gli sta stretta la classificazione di “pittore figurativo”. I suoi lavori ritraggono paesaggi, figure e nature morte, tre generi della cosiddetta “arte figurativa” che egli considera pretesti per la sua arte, pretesti che toccano tutti le sue corde. E tutti nella sua produzione si distinguono per una poetica dell’incompiuto, che lascia spazio ad un continuo cambiamento.
Artista dalla visione internazionale, allievo di Antonio López García e del suo realismo, Ortona sviluppa una pittura realista attraversata da una spinta verso l’astrazione. Gli sta stretta la classificazione di “pittore figurativo”. I suoi lavori ritraggono paesaggi, figure e nature morte, tre generi della cosiddetta “arte figurativa” che egli considera pretesti per la sua arte, pretesti che toccano tutti le sue corde. E tutti nella sua produzione si distinguono per una poetica dell’incompiuto, che lascia spazio ad un continuo cambiamento.
Sempre a Roma fino al 22 marzo alle Case Romane del Celio la mostra “Apparizioni” di Claudio Palmieri, a cura di Romina Guidelli.
Per le Case Romane del Celio è stata immaginata una selezione di n.21 opere scultoree che abbracciano diversi periodi artistici del maestro (dal 1987 a oggi) e presentano il suo concetto di materia viva e pulsante attraverso l’esibizione di sculture scelte come identità, eterogenee e polimateriche, che abiteranno questo scrigno di preziosa architettura per oltre tre mesi.
Classe 1955, Palmieri inizia ad esporre nel 1985 e la sua prima mostra avrà luce alla Galleria L’Attico dando avvio alla collaborazione, ancora in essere, con il gallerista Fabio Sargentini. Noto al circuito dell’arte internazionale, Palmieri ha ottenuto importanti riconoscimenti sia in Italia che all’estero. Tra le numerosissime esposizioni e partecipazioni a Fiere e Premi internazionali, si ricordano la mostra personale a New York presso l’Annina Nosey Gallery nel1986 e, sempre nello stesso, la partecipazione alla XLII Biennale di Venezia.
Andiamo fuori Roma. L’Aquila gioisce per il ritorno al Castello, sua sede originaria, del MUNDA, il Museo Nazionale d’Abruzzo
Un ritorno atteso sedici anni. Il Museo Nazionale d’Abruzzo è ospitato nel Castello cinquecentesco sin dalla sua inaugurazione del 23 settembre 1951, voluta dopo che, nel secondo dopoguerra, la città e gli artisti aquilani si opposero al progetto di trasformare la fortezza in carcere, ottenendone la destinazione museale. Il sisma del 2009 ha provocato il grave danneggiamento del Castello, con il crollo del secondo piano – dove era ospitata la parte museale moderna – e pesanti lesioni ai livelli superiori, imponendo la chiusura del museo. Dal 19 dicembre 2015, per non interrompere il rapporto con la città, il MUNDA ha trovato casa negli spazi dell’ex Mattatoio di Borgo Rivera, all’interno delle mura storiche e accanto alla Fontana delle 99 Cannelle. Quella che si apre oggi è una prima tappa di un progetto organico che riguarda l’intero Castello.
La porzione degli spazi restituita al MUNDA ospita ora:
Un ritorno atteso sedici anni. Il Museo Nazionale d’Abruzzo è ospitato nel Castello cinquecentesco sin dalla sua inaugurazione del 23 settembre 1951, voluta dopo che, nel secondo dopoguerra, la città e gli artisti aquilani si opposero al progetto di trasformare la fortezza in carcere, ottenendone la destinazione museale. Il sisma del 2009 ha provocato il grave danneggiamento del Castello, con il crollo del secondo piano – dove era ospitata la parte museale moderna – e pesanti lesioni ai livelli superiori, imponendo la chiusura del museo. Dal 19 dicembre 2015, per non interrompere il rapporto con la città, il MUNDA ha trovato casa negli spazi dell’ex Mattatoio di Borgo Rivera, all’interno delle mura storiche e accanto alla Fontana delle 99 Cannelle. Quella che si apre oggi è una prima tappa di un progetto organico che riguarda l’intero Castello.
La porzione degli spazi restituita al MUNDA ospita ora:
- un percorso introduttivo dedicato alla storia della città dell’Aquila, del Castello e del museo, articolato in tre sale, con installazioni immersive e una narrazione per immagini dalla fondazione cinquecentesca del Castello fino ai giorni nostri;
- ambienti con pavimentazioni con stampa su vetro che riproducono le piante storiche della città, per orientare il visitatore nello spazio urbano e nel paesaggio culturale abruzzese;
- il nuovo percorso espositivo dal Medioevo al Cinquecento, cuore delle ricche collezioni permanenti del museo.
Il resto delle collezioni – la sezione archeologica, le opere dal Seicento all’arte contemporanea – troverà posto progressivamente, secondo un progetto museale già definito che prevede, entro la fine del 2027, la consegna e l’allestimento del secondo piano, restituendo al museo l’intero blocco storico.
A Foligno Palazzo Trinci ospita fino al 7 giugno 2026 “LUCY. SOGNO DI UN’EVOLUZIONE” di Tanino Liberatore
in collaborazione con COMICON. Il progetto si ispira ai ritrovamenti in Etiopia nel 1974 di un esemplare femminile di una giovane Australopithecus afarensis, vissuta più di tre milioni di anni fa, capace già di camminare in posizione quasi eretta e chiamata Lucy dalla canzone Lucy in the Sky with Diamonds dei Beatles.
Nelle sale di Palazzo Trinci tra i bozzetti a matita, dedicati allo studio delle figure degli australopitechi e delle foreste lussureggianti dell’antichità e le illustrazioni digitali, un percorso di grande attrattività adatto a tutte le età. Le più recenti tecnologie della computer grafica uniscono un passato lontanissimo alla contemporaneità, offrendo, in un viaggio multisensoriale, approfondimenti e curiosità sulla vita dell’antenata dell’umanità grazie a effetti visivi di straordinaria potenza ed eleganza.
L’esposizione, curata da COMICON, è organizzata in collaborazione con il dipartimento di Fisica e Geologia e la Scuola di Paleoantropologia dell’Università degli Studi di Perugia e l’Istituto Tecnico Tecnologico Leonardo Da Vinci di Foligno.
Nelle sale di Palazzo Trinci tra i bozzetti a matita, dedicati allo studio delle figure degli australopitechi e delle foreste lussureggianti dell’antichità e le illustrazioni digitali, un percorso di grande attrattività adatto a tutte le età. Le più recenti tecnologie della computer grafica uniscono un passato lontanissimo alla contemporaneità, offrendo, in un viaggio multisensoriale, approfondimenti e curiosità sulla vita dell’antenata dell’umanità grazie a effetti visivi di straordinaria potenza ed eleganza.
L’esposizione, curata da COMICON, è organizzata in collaborazione con il dipartimento di Fisica e Geologia e la Scuola di Paleoantropologia dell’Università degli Studi di Perugia e l’Istituto Tecnico Tecnologico Leonardo Da Vinci di Foligno.
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