L’identità etrusca come infrastruttura del futuro:
applausi per la proposta di un modello di Capitale della Cultura diffusa,
replicabile anche a livello nazionale.

CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2028,
TARQUINIA E LA RETE DELLA DMO ETRUSKEY HANNO PRESENTATO
IN AUDIZIONE AL MIC IL PROGETTO “LA CULTURA È VOLO

Una candidatura di sistema, che vede in Etruskey
il suo soggetto proponente e l’ente attuatore, sostenuta da partner istituzionali importanti

 

Tarquinia, dove il sacro etrusco diventa visione contemporanea. Non la richiesta di un un titolo per celebrare il passato ma la proposta di una scelta di responsabilità perché “scegliere un territorio a Capitale della Cultura oggi significa investire in un modello replicabile anche dal sistema culturale nazionale”.

Con questo messaggio Tarquinia, candidata capofila della rete dei dodici Comuni della Destination Management Organization Etruskey – ente attuatore della candidatura –  ha presentato ieri in audizione finale davanti alla Commissione del Ministero della Cultura, che decreterà la Capitale Italiana della Cultura 2028, il suo progetto “La cultura è volo”.


La presenza tra le dieci città finaliste ha rappresentato un traguardo straordinario e il coronamento di un lavoro intenso e partecipato, avviato nel 2022 dalla DMO Etruskey con una governance da subito e tutt’ora più che mai attiva, che ha coinvolto i dodici comuni associati (Allumiere, Barbarano Romano, Blera, Canale Monterano, Cerveteri, Civitavecchia, Ladispoli, Montalto di Castro, Monte Romano, Santa Marinella, Tarquinia e Tolfa) in un percorso di valorizzazione culturale e territoriale. Un esempio di progettualità, già condivisa e resa operativa dalla rete delle dodici città scese in campo l’una al fianco dell’altra, é dato dal Cammino degli Etruschi.

Una candidatura di sistema, sostenuta dalla Regione Lazio, che ha già espresso la volontà di elargire un finanziamento a Tarquinia in caso di vittoria, e da un partenariato istituzionale importante, composto dal PACT Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia -sito UNESCO dal 2004-, dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma, dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, dalla Direzione Regionale Musei Nazionali Lazio e dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggio Etruria Meridionale.
Comuni e istituzioni insieme per proporre non un evento concentrato in un centro urbano, ma una Capitale della Cultura diffusa.

 

GLI INTERVENTI DEI MEMBRI DELLA DELEGAZIONE

Il volo di Tarquinia verso il 2028 è sostenuto da un piano di opere pubbliche solido che punta a favorire il rapporto tra cittadini, patrimonio e visitatori – ha spiegato il sindaco  Francesco Sposetti –  I 12 Comuni, attraverso una visione condivisa e con un piano di investimenti in cultura e turismo di quasi 53 milioni di euro, da qui al 2028 trasformeranno il territorio grazie al recupero dei borghi, alla riqualificazione di edifici storici, al miglioramento dell’accessibilità e allo sviluppo di una mobilità lenta. Gli interventi consentiranno la rigenerazione di spazi urbani ed industriali che rinasceranno come luoghi della cultura. Abbiamo già infrastrutture che ci connettono ai diversi flussi nazionali ed internazionali: l’aeroporto di Fiumicino, la linea ferroviaria Roma-Pisa, l’autostrada ed il porto di Civitavecchia. L’obiettivo è far emergere il nostro capitale territoriale attraverso un modello di sviluppo culturale diffuso e replicabile, in cui la cultura diventa leva strutturale di crescita economica e sociale”.

Nell’architettura del nostro progetto l’eredità etrusca e l’archeologia hanno un ruolo di grande rilievo. Lo dimostrano le recentissime scoperte a Vulci. Per valorizzare questa risorsa preziosa, le istituzioni attive sul territorio, fra cui noi e gli altri partner di progetto, il Museo di Villa Giulia, la Direzione Regionale Musei del Lazio e la Soprintendenza, stiamo già stringendo accordi per itinerari tematici e per biglietti condivisi. Il fine è di favorire la circolazione dei visitatori, in una ideale circuito di complicità fra litorale ed entroterra, fra capitale e periferie” ha annunciato Vincenzo Bellelli, direttore del Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, ricordando inoltre l’importantissimo prestito della Tomba delle Olimpiadi che il Museo Nazionale Etrusco di Tarquinia ha concesso al Museo d’arte di Milano per le Olimpiadi invernali Milano-Cortina. Bellelli ha dato un’anticipazione anche su grandi mostre internazionali, come quella itinerante in programma per gli Stati Uniti e il Messico e incentrata sui capolavori dell’artigianato artistico dei musei delle città candidate.

Al tema della sostenibilità, in tutti i suoi aspetti, ha dedicato il suo intervento Letizia Casuccio, presidente della DMO Etruskey: “Il nostro è un progetto realmente sostenibile e la sostenibilità non è solo ambientale, culturale e sociale: è anche economica. Il piano finanziario poggia su risorse strutturali già programmate: il contributo del Ministero della Cultura, l’impegno dei Comuni, l’imposta di soggiorno e gli strumenti regionali attivi, tra cui la Legge sull’Etruria Meridionale. Accanto a questa base solida, abbiamo attivato partnership finanziarie e tecniche con istituti di credito, fondazioni territoriali e sistema produttivo già coinvolto nella DMO. La componente privata amplia l’impatto e rafforza la qualità delle iniziative. Ma la vera sostenibilità è quella che resta. Resta una governance stabile di area vasta. Resta una comunità che ha imparato a lavorare insieme. Resta una destinazione integrata capace di distribuire opportunità e valore tra mare ed entroterra”.

Sostenere la candidatura di Tarquinia a Capitale Italiana della Cultura 2028, significa anche valorizzare un territorio profondamente legato ai porti del Lazio, con i quali condivide flussi turistici, reti logistiche, percorsi di valorizzazione del patrimonio e un potenziale comune di crescita culturale e sostenibile – ha affermato Raffaele Latrofa, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale (porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta) –  Gli oltre tre milioni e mezzo di passeggeri crocieristici nel 2025, nuovo record storico in Italia, confermano il ruolo centrale del porto di Civitavecchia nel panorama croceristico internazionale. Le scelte strategiche e i cambiamenti in atto rappresentano un punto di svolta per il futuro dello Scalo, da cui partire per una pianificazione integrata e sostenibile, capace di generare ulteriore sviluppo per i territori di riferimento del network dei porti di Roma e del Lazio. In questa visione complessiva, rientra l’idea di istituire un Hub Formativo dei “lavori del mare” per reperire personale qualificato nel settore della blue economy. Un modello condiviso che metta in rete: istituzioni, compagnie armatoriali, imprese e istituti ITS, per rendere il Lazio un laboratorio di formazione innovativa”.

Vogliamo costruire presìdi permanenti. La Capitale Italiana della Cultura 2028 per noi è un acceleratore di processi già in corso e una piattaforma per le nuove generazioni – ha sottolineato Lorenza Fruci, coordinatrice del dossier, svelando gli appuntamenti previsti dal Palinsesto del progetto (mostre, contest, festival) – perché le nuove generazioni possano trovare nella cultura quel “perpetuo volo” di cui parlava Vincenzo Cardarelli inteso come il loro futuro, come occasione di occupazione e autoimprenditorialità, capace di contrastare lo spopolamento, ma soprattutto di creare un nuovo immaginario nel quale appunto “vedere” il proprio domani”. Le vere infrastrutture del programma sono le strutture che verranno inaugurate nel 2028, in rete tra di loro: accademie, residenze d’artista, hub culturali, infopoint fisici e digitali”.

In questo progetto Federculture avrà un ruolo terzo a garanzia di tutto il sistema, dagli Stakeholder, alle tante persone che arriveranno e, in primo luogo, saremo riferimento dei cittadini che vivono e operano in questo territorio – ha concluso Francesco Spano, direttore di federculture – Sarà nostra cura, anche avvalendoci di operatori specialistici individuati ad hoc, monitorare ed informare costantemente (si ipotizza una reportistica trimestrale) circa l’efficacia e l’efficienza della spesa e degli investimenti, tenendo conto degli standard e delle metriche abitualmente utilizzate. Affiancheremo agli indicatori, per così dire, standard (afflusso di presenze, diffusione mediatica, partecipazione e gradimento delle attività proposte, ecc.), altri di valore pregnante quali la capacità delle singole azioni di generare occupazione qualificata o di favorire la nascita e/o il rafforzamento di imprese culturali e creative. Ci concentreremo, insomma, sulla capacità del progetto di diventare realtà concreta, producendo un impatto sociale ed economico sostenibile, duraturo e misurabile a vantaggio dei territori, degli operatori economici che vi si collocano e delle diverse generazioni che lo abitano in relazione al sistema nazionale ed internazionale”.

Accanto ai membri della delegazione, erano presenti per rispondere alle ulteriori domande della Commissione:

Federica Scala, Destination Manager DMO Etruskey;

Luca Gufi, in rappresentanza del Comune di Tarquinia;

Michele Pigliucci, Professore di Geografia economica e politica presso la Link Campus University.

 

L’APPELLO FINALE

Emozionante e coinvolgente, l’appello finale è avvenuto attraverso una vera e propria “staffetta della cultura”, il cui testimone è stato l’eredità culturale di Tarquinia, cuore della candidatura. Sono intervenuti:

– Il ceramista Roberto Paolini, originario di Cerveteri,che insieme al figlio Edoardo durante l’audizione ci ha mostrato come il presente e il futuro della lavorazione della ceramica possano prendere il volo dall’eredità etrusca.

– Miriam Parrano e Simone Bruni, studenti dell’Istituto Superiore di Istruzione “Vincenzo Cardarelli” di Tarquinia,  simbolo di una cultura che vive, cresce e si rinnova.
Un momento intenso, che ha unito passato e futuro in un unico, vibrante passaggio.

La parola finale alla Destination Manager FEDERICA SCALA: “Mi hanno chiesto perché il nostro progetto dovrebbe vincere questa competizione, perché dovrebbe essere scelto. Oggi rispondo a Voi dicendo che abbiamo costruito un processo partecipato, condiviso, autentico, assolutamente identitario. In questo dossier ci siamo noi, con le nostre storie e i nostri progetti, i nostri sogni. “La cultura è volo” è un atto d’amore. Abbiamo alzato gli occhi al cielo e abbiamo deciso di spiegare le ali. Il nostro momento è arrivato, è qui e ora. Volate con noi!”

A coordinare gli interventi c’era Marco Sabene, vicedirettore del tg2 RAI, che ha moderato la presentazione.

In chiusura la delegazione ha presentato il suo primo ambassador virtuale del progetto. Il prossimo anno, il 2027, ricorrerà il centenario del viaggio dello scrittore inglese D.H. Lawrence a Tarquinia, raccontato nel suo libro “I luoghi etruschi” con il quale diffuse la cultura etrusca nel Nord dell’Europa diventando il “primo influencer” dell’epoca “moderna”. Alla fine della presentazione alla Commissione è stata mostrata un’holoteca, in cui appare lo scrittore, realizzato con l’AI dalla società di Tarquinia Skylab Studios.