Il più noto museo di arte contemporanea di Roma, il MAXXI, si è trasformato in teatro lo scorso autunno per ospitare in tre diverse serate la Scoop Jazz Band , chiamata a inaugurare con la musica le mostre contemporanee in programma, creando una profonda e riuscitissima sinergia fra immagine e suono, arte e musica.
Tre appuntamenti unici, in cui la musica si è fatta suono, canto e racconto, per celebrare le mostre “Sport. Stadi, architettura e mito” (29 settembre) e “Roma nel mondo” (28 novembre), ma anche per celebrare il jazz: una splendida serata intitolata alla sua bellezza — È il jazz, bellezza (31 ottobre) — durante la quale un jazz caldo e coinvolgente, mescolato ad altri generi musicali e al canto, ha suscitato entusiasmo e una forte partecipazione del pubblico in sala.
L’esperimento complessivo ha registrato un grande successo, con un sold out quasi immediato, tanto da indurre la Presidente del MAXXI, Maria Emanuela Bruni, ad annunciare, nel corso della terza serata, la volontà di proseguire anche nel 2026 su questa strada. Allo stesso tempo, la Scoop Jazz Band ha confermato un eclettismo artistico non comune, capace di unire rigore e improvvisazione in un rapporto non solo gioioso ed empatico, ma anche profondamente colto e diretto con il pubblico.
La prima serata, il 26 settembre, è stata dedicata alla mostra sullo sport. Non solo calcio, come verrebbe naturale pensare, ma una gamma vastissima di discipline sportive e di vere e proprie cattedrali laiche: stadi e strutture sportive dall’uso polivalente e inclusivo. La mostra — la prima in Italia dedicata a questa tipologia architettonica — ripercorre la storia degli stadi, da quelli greci ai capolavori contemporanei della tecnica e del design.
E la musica, lo sappiamo bene, è spesso al centro di piccoli e grandi eventi sportivi: dai cori che accompagnano la Nazionale o la squadra del cuore, ai concerti negli stadi, fino ai repertori creati per grandi competizioni internazionali, come oggi Milano–Cortina. La band si è esibita dunque a ritmo jazz e swing, con brani ispirati al mondo dello sport e non solo: Bartali di Paolo Conte accanto alla partita di pallone di Rita Pavone.
La terza serata, Rome wasn’t built in a day, omaggio alla Città Eterna attraverso musica e immagini, ha dialogato con la mostra Roma nel mondo, che esplora l’essenza della capitale mettendola a confronto con diciassette metropoli globali. Un percorso che invita a riflettere sulle molte identità di Roma e sull’idea stessa della Città Eterna nell’immaginario collettivo di artisti, letterati e musicisti italiani e stranieri. Non a caso, il concerto si apre con la celebre canzone del gruppo britannico Morcheeba, che dà il titolo alla serata: Roma non è nata in un giorno.
Ma come nasce la Scoop Jazz Band?
Nel 2010 l’idea fu del giornalista Dino Pesole, che volle unire colleghi giornalisti, musicisti per hobby e per passione, insieme a musicisti professionisti. A Pesole, editorialista de Il Sole 24 Ore e chitarrista, si sono uniti nel tempo Antonio Troise (QN, tastiere), Stefano Sofi (Il Messaggero, percussioni), Massimo Leoni (Sky TG24, voce), con Dario Laruffa (TG2), voce narrante di tutte e tre le serate.
Il gruppo si è poi ampliato con Sebastiano Forti (sax tenore), Stefano Abitante (voce e tromba), Donatella Cambuli (voce), Vincenzo Dammiano (batteria), Antonello Mango (basso), Romano Petruzzi (sax contralto), Elvio Ghigliordini (flauto e sax baritono).
Il repertorio è molto articolato e spazia dal jazz classico allo swing, dal blues alle reinterpretazioni di brani celebri, con arrangiamenti originali che riflettono lo spirito narrativo e ricercato tipico del giornalismo.
Nata per passione e per divertimento, la Scoop Jazz Band è diventata nel tempo un complesso di grande professionalità, capace di costruire una propria identità musicale riconoscibile e apprezzata. Musica, racconto, improvvisazione e allegria si fondono in ogni esibizione, suscitando applausi entusiasti.
Si passa dalle rivisitazioni di brani noti — Summertime, Georgia on My Mind — alle improvvisazioni a sorpresa: quando Stefano Abitante imita Louis Armstrong o Buscaglione,o propone il repertorio di Mina, o quando Stefano “Fox” Peluso interpreta canzoni romane nella serata dedicata a Roma nel mondo, trascinando il pubblico tra osterie e vicoli trasteverini. E dove, tra battute e serenate popolari, il pubblico non resiste ed entusiasta accompagna la musica con mani e voce.
In quindici anni di attività, la Scoop Jazz Band ha calcato palchi prestigiosi in varie città e soprattutto a Roma— dal Cotton Club al Teatro Arciliuto, dal Circolo degli Esteri al Parlamento Europeo — fino a eventi pubblici come la Festa dell’Europa o il Festival di Trento su Economia e Sviluppo, diventando uno dei rappresentanti musicali più autorevoli delle celebrazioni europee, ospite abituale dello Spazio Europa di via IV Novembre.
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