La proclamazione della città vincitrice del titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028 avverrà mercoledì 18 marzo. L’appuntamento sarà alle ore 11 nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura a Roma.
Nell’attesa dell’annuncio ufficiale, prosegue il percorso di Tarquinia 2028, capofila dei 12 Comuni (Allumiere, Barbarano Romano, Blera, Canale Monterano, Cerveteri, Civita-vecchia, Ladispoli, Montalto di Castro, Monte Romano, Santa Marinella, Tarquinia e Tolfa) che fanno parte della rete della Destination Management Organization Etruskey, ente attuatore della candidatura con il progetto “La Cultura è volo”.
Continua, infatti, il lavoro di valorizzazione culturale e territoriale, portato avanti dalla DMO Etruskey sin dal 2022, che vede proprio nella civiltà etrusca uno degli assi strategici per raccontare e sviluppare il patrimonio culturale dell’Alto Lazio. La DMO Etruskey presenterà la candidatura di Tarquinia 2028 a Napoli, giovedì 12 marzo, in occasione della 29.ma BMT Borsa Mediterranea del Turismo, e a Milano, venerdì 13 marzo in occasione di “Fa’ la cosa giusta! 2026”, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili.
Il sacro etrusco diventa così visione contemporanea, l’identità etrusca è proposta come infrastruttura del futuro, in un modello di Capitale diffusa, replicabile anche a livello nazionale.
La cultura etrusca sta vivendo un periodo di grande interesse. Mostre, come quella appena inaugurata dal Ministro Giuli a Venezia “Etruschi e Veneti”, o come l’esposizione organizzata dalla Fondazione Luigi Rovati a Milano in occasione delle Olimpiadi Invernali, insieme a progetti di ricerca e nuove scoperte archeologiche, stanno riportando al centro dell’attenzione del pubblico e degli studiosi uno dei popoli più affascinanti e raffinati. Una vera e propria stagione in cui sembra valere lo slogan: tutti pazzi per gli Etruschi!
Un ruolo centrale è svolto dai siti di Cerveteri e Tarquinia, patrimonio mondiale UNESCO dal 2004 con le necropoli della Banditaccia e dei Monterozzi. Proprio qui recenti attività di ricerca e di scavo stanno restituendo nuove testimonianze che arricchiscono la conoscenza della civiltà etrusca e del suo sviluppo nel tempo. Anche altri importanti siti archeologici, che fanno parte della rete di Etruskey, stanno offrendo risultati di grande rilievo. È il caso del Parco Archeologico Naturalistico di Vulci e della Necropoli di San Giuliano, dove indagini recenti hanno portato alla luce scoperte significative che aprono nuove prospettive di studio.
Il percorso verso Tarquinia 2028 continua, dunque, con la consapevolezza che la cultura etrusca rappresenta non solo un patrimonio del passato, ma anche una chiave per interpretare il futuro dei territori che ne custodiscono la memoria.
Il progetto propone un modello innovativo di governance del territorio a base culturale, già attivo e operativo da quattro anni. Un modello che mette in rete comunità, patrimonio e imprese culturali e che può essere replicato per la valorizzazione di molti territori italiani. Non si promuove una singola città, ma una destinazione culturale di grande qualità, costruita sulla cooperazione tra luoghi, istituzioni e comunità.
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