Palazzo Merulana, sede della Fondazione Elena e Claudio Cerasi gestito e valorizzato dalla direzione artistica di CoopCulture, presenta Corrispondenze. Quinta mostra collettiva del Prisma Art Prize a cura di Domenico de Chirico, in programma dal 6 al 22 novembre 2026.

Il Prisma Art Prize è un premio internazionale dedicato alla pittura e alle pratiche bidimensionali contemporanee. Nato come piattaforma di selezione, promozione e accompagnamento degli artisti emergenti, il premio opera attraverso call periodiche, una giuria internazionale e un sistema di opportunità annuali che comprende premi in denaro, pubblicazione in catalogo, interviste, residenze e mostre. Ogni anno Prisma intercetta oltre 700 candidature da artisti provenienti da contesti geografici e culturali differenti, restituendo un osservatorio ampio e aggiornato sulle trasformazioni della pittura oggi.

La mostra con la direzione artistica di Marco Crispano comprende 33 opere pittoriche di diversi artisti nazionali e internazionali vincitori e menzioni d’onore della 17ma, 18ma, 19ma e 20ma edizione e ulteriori lavori scelti dalla direzione artistica del Premio. Tra gli artisti selezionati: Adrian Cojocaru, Alejandro Javaloyas, Andrea Folli, Anja Rausch, Arthur Laidlaw, Benjamin Andersson, Beto Fame, Claudia Aschieri, Davide Pegoraro, Douglas DeSouza, Elena Baggio, Eliana Marinari, Francesco Onda, Giuseppe Martire, Heather Drayzen, Idlir Koka, Jessica Darnell, John Robinson, Luca Gioacchino Di Bernardo, Marcin Janusz, Maria Katyanova, Mario Abela, Martina Bruni, Matthew Cole, Qi Zhang, Rebecca Zen, Riccardo Morandi, Sebastian Haas, Xingxin Hu, Yan Xu, Zhenlin Zhang, Zhiliang Jin, Vladimir Kartashov.

Il progetto non intende presentare una semplice restituzione competitiva, ma costruire una mostra collettiva capace di mettere in relazione ricerche diverse, accomunate da una forte attenzione alla tenuta dell’immagine, alla trasformazione della figura, alla memoria dei luoghi e al rapporto tra corpo, materia e percezione. Il filo curatoriale individuato legge la pittura come una soglia: uno spazio in cui il visibile non viene solo rappresentato, ma messo alla prova. Molte opere lavorano infatti su immagini instabili, stratificate, talvolta domestiche e intime, talvolta perturbanti o prossime al collasso. Il corpo appare come presenza fragile, frammentata, in metamorfosi; il paesaggio diventa spesso mentale, urbano o affettivo; la materia pittorica agisce come archivio di tracce, cancellazioni e ritorni.

La presenza curatoriale di Domenico de Chirico, rafforza l’impostazione internazionale del progetto e permette di costruire una lettura coerente della selezione, non come semplice raccolta di opere premiate, ma come mostra collettiva autonoma, capace di mettere in dialogo con ricerche pittoriche differenti.